Alfonso's profileL'universo di Demetrius/...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    February 04

    Tu dici non ho niente. Ti sembra niente il sole!

     

    Meraviglioso

    E’ vero
    credetemi è accaduto
    di notte su di un ponte
    guardando l’acqua scura
    con la dannata voglia
    di fare un tuffo giù uh
    D’un tratto
    qualcuno alle mie spalle
    forse un angelo
    vestito da passante
    mi portò via dicendomi
    Così ih:
    Meraviglioso
    ma come non ti accorgi
    di quanto il mondo sia
    meraviglioso
    Meraviglioso
    perfino il tuo dolore
    potrà apparire poi
    meraviglioso
    Ma guarda intorno a te
    che doni ti hanno fatto:
    ti hanno inventato
    il mare eh!
    Tu dici non ho niente
    Ti sembra niente il sole!
    La vita
    l’amore
    Meraviglioso
    il bene di una donna
    che ama solo te
    meraviglioso
    La luce di un mattino
    l’abbraccio di un amico
    il viso di un bambino
    meraviglioso
    meraviglioso…
    ah!…
    Ma guarda intorno a te
    che doni ti hanno fatto:
    ti hanno inventato
    il mare eh!
    Tu dici non ho niente
    Ti sembra niente il sole!
    La vita
    l’amore
    Meraviglioso
    il bene di una donna
    che ama solo te
    meraviglioso
    La notte ora finita
    e ti sentivo ancora
    l'amore della vita
    Meraviglioso
    Meraviglioso...

     

     
     

     

    Oggi mi ritrovo seduto qui a pensare che forse tutto questo potrebbe anche non essere reale..che forse ancora non lo sia, che un giorno svegliandomi potrei gridare Meraviglioso...

    Un cuore forse ancora troppo tenero mi batte in petto, l’ardore che ne scaturisce combatte contro quello che la mente arguta, segnata e calcolatrice gli vuole imporre!

    Un cuore che forse potrebbe accettare con tenerezza ciò che la mente disperatamente rifiuta...

    Ma il cuore e la mente sono a volte staccati da vincoli comuni ed operano separatamente, cercando di prendere l’uno il sopravvento sull’altro, ma come si può vivere di solo uno di questi due fondamentali elementi che costituiscono l’essenza umana, ciò che ci rende così amabilmente e perfettamente unici, imperfetti...

    E mi trovo qui, senza più scappare, a fare i conti con il destino, essenza nella quale non ho mai creduto, nella quale non voglio credere, perché non posso e non voglio pensare che siamo solo marionette in mano ad un burattinaio che muove i nostri fili e che li recide senza spiegazioni... No, l’uomo, che eppur l’hai fatto poco meno degli angeli, è il padrone del creato che è ...

    Meraviglioso
    ma come non ti accorgi
    di quanto il mondo sia
    meraviglioso

    Noi siamo gli artefici della nostra vita, la cosa più preziosa che abbiamo, il nostro tesoro, che gratuitamente ci è stata donata, che con immensi sacrifici portiamo avanti, che ogni giorno difendiamo dagli abusi e dai maltrattamenti, dall’inadempienza e dai tormenti...

    Desideriamo una vita felice e ci proiettiamo nel futuro che non vivremo mai inseguendo un utopistico domani, ma che dobbiamo accettare adesso lasciando ormai alle spalle quel che è stato il passato, conservandone semmai il ricordo, ma spezzando le catene che non ci permettono di guardare avanti...

    "Il passato è storia, il futuro è un mistero, ma oggi è un dono.  Per questo lo chiamiamo presente."

    Accettiamo questo dono, comunque esso sia, apprezzandone i pregi e valorizzandone l’essenza, perché se anche può sembrare brutto, insoddisfacente, ha al suo interno dei tesori che non sempre conosciamo e ne usufruiamo...

    Con tutta la sua durezza quel destino beffardo mi presenta il conto, mi mette davanti la cruda realtà, ma io vorrei non vedere, vorrei poter ignorare, si ignorano molte cose nella vita e si vive bene lo stesso, si va avanti, facendo finta di niente...

    Meraviglioso
    perfino il tuo dolore
    potrà apparire poi
    meraviglioso

    Ma stavolta no, non si può passare avanti indifferente, perché quell’immagine indelebile ricompare sempre davanti ai miei occhi e non è possibile scacciarla, perché in fondo non voglio dimenticarla, ma voglio comprenderla, per cercare di capire, di farmene una ragione, per superare il dolore, per poter perdonare?

    Io forse sbaglio, e me ne pento, ma non riesco a staccarmi dalla concezione della lotta perpetuata per l’estrema difesa del mio bene più prezioso, forse egoisticamente non voglio sentire ragioni, il mio orecchio è sordo a queste parole di cui non riesco a trovare un significato... il mio animo si dimena in una confusa bolgia di contraddizioni, senza poter riuscire a riemergere a galla per poter prendere aria e respirare, per poter vedere il tutto dall’esterno, dall’alto...

    Ma in alto ho paura di andare perché...

    di notte su di un ponte

    non riesco più a restare... fuggo da una latente disperazione che mi assale e mi travolge.. che mi annebbia la mente, e non riesco più a ragionare, il mio pensiero si ferma e non vedo più l’uscita... il dolore mi assale, mentre l’inquietudine che serpeggia in me si fa sempre più strada avvolgendomi, e senza appiglio affogo nell’abisso della disperazione... Non voglio!

    Ma di colpo mi ridesto!

    Quell’immagine scompare e ritorna il muro bianco che ho di fronte, e in quel bagliore rivedo una luce che forse proviene da te, mentre lentamente ti spegnevi... un nodo mi stringe la gola, il senso di impotenza mi opprime, guardo le mie mani spoglie e combatto con la mente cercando di afferrare qualcosa di cui non conosco nemmeno la forma, vorrei gridare tutta la mia disperazione per quell’irreversibilità che mi ha dilaniato, lasciandomi a terra esterrefatto... impotente... io che volevo lottare per cambiare, per sperare... perché non hai combattuto, perché mi hai lasciato solo?

    Perché?

    Mai forse potrò comprendere,,, e spoglio di ogni speranza rimango qui sulla nuda terra... inerte di fronte a tutto questo! Bagnando la terra del mio pianto, che ancora latente non frena il suo corso... rassegnato.

    Non tocca a me capire!

    Non tocca a me perdonare!

    Ma non sarà l’indifferenza che mi farà continuare... non permetterò che la mia mente dimentichi. Farò tesoro del nostro dolore, che potrà un giorno diventare poi meraviglioso, e lo conserverò con cura, per continuare a combattere come ho sempre fatto, rialzandomi dopo ogni caduta, lasciando per strada un pezzo di cuore o, forse al contrario, raccogliendone un pezzo in più... e contemplando ancora una volta, guardando intorno a noi che doni ci hanno fatto...

    Un ricordo vivo rimarrà in me che non si spegnerà con l’affievolirsi della luce della torcia, ma che brillerà, e ringrazierà di aver ricevuto tutto, il sole, la vita, l’amore...

    Ciao...

    La notte era finita
    e ti sentivo ancora
    Sapore della vita
    Meraviglioso
    Meraviglioso....

    December 04

    Le vicessitudini dell'amore... capitoli successivi

    "In ogni favola che si rispetti prima o poi arriva la strega cattiva, il precipitare degli eventi, gli impegni reali, la mela avvelenata, o il credele despota a spezzare la serenità dei protagonisti...ma quasi sempre si risolve con il bacio del principe, che risveglia e salva la sua amata...

    Peccato che nella realtà la seconda parte rimane spesso una favola..."

    A.S.P.

     

    Un'estate fa!

    Un'estate fa
    la storia di noi due,
    era un po' come una favola.
    Ma l'estate va
    e porta via con sé,
    anche il meglio delle favole.
    L'autostrada è la, ma ci dividerà.
    La mia strada della vacanza,
    segnerà la tua lontananza.
    Un'estate fa, non c'eri che tu...
    Ma l'estate somiglia a un gioco,
    è stupenda ma dura poco...poco...poco...

    Torno a casa mia
    e torni pure tu:
    sono cose che succedono.
    Un'estate in più
    che mi regalerà
    un autunno malinconico. L'autostrada è la, ma ci dividerà.
    La mia strada della vacanza, segnerà la tua lontananza.
    Un'estate fa, non c'eri che tu...
    Ma l'estate somiglia a un gioco,
    è stupenda ma dura poco...poco...poco...poco...

    Un'estate fa
    la storia di noi due,
    era un po' come una favola.
    Ma l'estate va
    e porta via con sé,
    anche il meglio delle favole.
    L'autostrada è la, ma ci dividerà.
    La mia strada della vacanza,
    segnerà la tua lontananza.
    Un'estate fa, non c'eri che tu...
    Ma l'estate somiglia a un gioco,
    è stupenda ma dura poco... poco... poco... poco...

    E finisce qui la storia di noi due:
    due ragazzi che si perdono...
    Un'estate fa
    la storia di noi due
    era un po' come una favola.

     

     

     

    Tutto iniziò d’estate...

    L’estate è la più bella stagione del mondo, è la stagione del mare, la stagione calda, dove si è spensierati, in vacanza, la bella stagione, quella delle opportunità, delle serate a ballare, dei pensieri in riva al mare, delle stelle cadenti, viste abbracciati per sfuggire al fresco della sera, la stagione del divertimento e della spensieratezza...

    Ogni ottobre si è in trepidante attesa dell’estate, delle nuove occasioni, dei bei ricordi trascorsi, troppo in fretta, e con altrettanta fretta si ha voglia di riviverli, di leggere i suoi messaggi, nel cielo, perché ogni volta che il cielo è attraversato da una riga bianca pensa a noi... Il lavoro di papà, e la vita quotidiana ci portano lontano dal nostro sogno di mezza estate, troppo dolce e lusinghiero per essere vero....

    L’estate è così, bella e passionale, ma altrettanto ambita ed effimera...

    È la follia di un attimo, il sogno di una notte, è la nostra voglia di vita e di libertà che si ridestano dal letargo invernale, e bramano il raggiungimento della felicità, come bene primario, impareggiabile, per il quale siamo ciechi alle altre necessità, perché per noi solo quello conta, solo quello aneliamo più di ogni altra cosa, daremmo in cambio tutta la vita per quel attimo intramontabile di felicità...

    E noi l’estate l’abbiamo vissuta, fino in fondo.

    Ma l’estate va e porta via con se anche il meglio delle favole...

    La nostra favola narrava dell’amore proibito, sussurrava agli amanti dolci motivi, danzava al ritmo delle tue melodie, viveva il bisogno delle tue manie...

    Era una favola dolce, di quelle che si raccontavano un tempo, a bassa voce, per non disturbare, adagio se ne scandiva il tempo, piano se ne ricordava il lamento, di quel giovamento che la nostra età ebbe nell’esserci incontrati...

    Non più la primavera, ormai passata così leggera, ma l’estate viveva la nostra età, forte, calda e passionale... e niente la poteva arrestare, superava con veemenza gli ostacoli sì sparsi, arginava quelli che dal cuor sgorgavan, e con perizia cullava la nostra pigrizia di un amor che ha tanto amato... chè l’amar...

    Una favola che ne racconta di belle, come quando uscimmo fuori a rimirar le stelle... stelle che ballano nel firmamento, ma di cader aspettano il momento... momento magico venuto in un istante quando di fronte a me ce n’eran tante...

    Ma una come mai nessuna, brillava in fronte a me, che io potei apparir cieco dell’abbaglio di cotanta luminescenza , che era, a parer mio, del piacer la quint’essenza.

    Che dell’amor di uno spettacolo questa favola racconti, anche se forse d’interpretarlo non ne eravam pronti. Ma il dolce sussurro della follia ci inebriò dei suoi perduti aromi, e cademmo come soggiogati nelle spire di un sonno da cui non vorremmo essere stati svegliati... Ma il sole batte forte in questa notte, lassù sopra la mia testa, come un messaggero alato che abbaglia gli occhi stupiti dei mortali, che si piegano indietro per guardarlo varcare le nubi che si gonfiano pigre e alzare le vele nel grembo dell’aria.

    Oh dì ancora qualcosa, angelo splendente, così glorioso in questa notte... non lasciar che il nostro ricordo sfugga come la lepre dal suo cacciatore, ma rincorrilo con occhio vigile del falco che si abbatte sulla preda con maestosa beltà e fine eleganza per sfamare i frutti del suo amore...

    Sii come il mare, l’avvolgente e placido, o spumoso e iroso mare della nostra estate, che infrangendosi contro gli scogli trova sempre la forza di ricominciare... Non lasciamo che uno scoglio infranga i nostri sogni; come può uno scoglio, arginare il mare... Il mare che ci consola, che ci fece da tacito confidente, troppo aperto per non raccontarlo all’infinità degli oceani... ed ora ogni creatura conosce la nostra favola...

    Un'estate fa
    la storia di noi due
    era un po' come una favola.

     

     

    Ogni favola finisce con un lieto fine....

     

     

     

    Noi vogliamo scrivere il nostro?

     

    Mare calmo 

    ...Nel segno di un’estate che vorrei potesse non finire mai...

    October 15

    Le vicessitudini dell'amore... Cap. 2

    “Amore e Orgoglio sono un connubio micidiale, feriscono più di una spada, e ti chiudono in uno scrigno di cui hai perso la chiave.

    Questo mondo è troppo piccolo per tutti e due. La presenza dell’uno cancella l’esistenza dell’altro.”

    A.S.P.

     

    Da me a io...

    Testarda io

     Non so mai perché ti dico sempre sì
    testardo io che ti sento più di così
    e intanto porto i segni dentro me
    per le tue strane follie
    per la mia gelosia.
    La mia solitudine sei tu
    la mia rabbia vera sei sempre tu.
    Ora non mi chiedere perché
    se a testa bassa vado via
    per ripicca senza te.
    Io per orgoglio io ti salverei
    e dei tuoi miti cosa ne farei.
    Intanto porto i segni dentro me
    di un amore che oramai
    vive vuoto dentro me.
    La mia solitudine sei tu
    l'unico mio appiglio sei ancora tu.
    Ora non mi chiedere perché
    se a testa bassa vado via
    per ripicca senza te.
    Ti manderei all'inferno questo sì
    testardo io che ti sento più di così
    e intanto porto i segni dentro me
    per le tue aridità
    per le mia fatalità la mia solitudine sei tu
    la mia rabbia vera sei sempre tu.
    Ora non mi chiedere perché
    se a testa bassa vado via
    per ripicca senza te.

                          
     

     

    Per l’ennesima volta hai ferito i miei sentimenti, di nuovo hai accresciuto il mio dolore, proprio adesso che avevo più di ogni altra cosa bisogno di te. Mi hai lasciato, solo, nell’indifferenza che lentamente mi consuma, logorando il mio cuore già provato da un’immensa perdita. Non badi a me, non mi ascolti... Io per te sono solo un divertimento. Con me hai sempre voluto giocare...

    Non so mai perché ti dico sempre si, testarda io che ti sento più di così, e intanto porto i segni dentro me, per le tue strane follie, per la mia gelosia. La mia solitudine sei tu, la mia rabbia vera sei sempre tu, ora non mi chiedere perché se a testa bassa vado via per ripicca senza te...

    Più e più volte ho perdonato le tue mancanze, mosso dall’ingenua consapevolezza che potessi cambiare veramente, che l’amore che dicevi di provare ti potesse dare la forza di essere migliore, giusto. Il mio amore bastava per tutti e due, ma col tempo si è affievolito, scemando lentamente come le dolci colline della nostra terra.

    L’amore, quel dolce sentimento, capace di cambiare il corso della storia, te ne ho dato tanto, tutto, troppo... Ho consumato le mie energie per te, incessantemente non ho mai smesso di amarti e non mi fermerò ora.

    Tu sei il mio sentimento, le mie emozioni: gioia, rabbia, spensieratezza, gelosia... Tu mi adagi su una soffice nuvola, delicato e sublime come un angelo, ma subito dopo mi precipiti violentemente al suolo, non curante e beffardo come un diavolo.

    Io che sono trasparente non posso scorgere la tua immagine oltre il muro che mi erigi davanti, rendendoti impenetrabile ai miei sguardi.

    Io non ti conosco, non so più chi sei, o forse non l’ho mai saputo aggrappandomi strenuamente a quell’idea che ho di te, così perfetta... E che ancora conservo, che per caparbietà non voglio dimenticare, sperando disperatamente che un giorno ritorni, diventi realtà... la mia realtà!

    Per orgoglio forse, tengo a te, perché sono stato io a sceglierti e no tu che hai scelto me! In fondo, credo che, ho fatto tutto da solo. Da solo ho costruito la mia splendida favola e da solo ho aperto gli occhi per vedere la cruda realtà.

    September 18

    Le vicessitudini dell'amore... Cap.1

    “Le storie d’amore sono complicate ma standardizzate su processi che possono essere definiti attraverso delle funzioni standard di variabili, sì indipendenti (altrimenti ogni storia sarebbe uguale all’altra), ma i meccanismi con i quali funzionano sono gli stessi; l’amore per quanto assurdo può sembrare può essere racchiuso in un dominio di funzione, molto complesso e articolato, ma non per questo non può essere sottoposto ad analisi...”

     A.S.P.

    Noi non ci facciamo compagnia!

    Come ami tu...Non si ama mai
    Non lasci niente al caso tu...
    Sorridi poi ti butti giu’
    E' strano come ami tu
    Lo fai di piu’ di piu’ di me
    E me lo sento addosso...
    E io a rincorrerti...A dirti che …
    Ti amo come mi ami tu
    Ma tu di piu’ ...ma tu di piu’
    io qui in ombra e senza cielo
    Come un fiore in un cortile
    Ma tu di piu’ ...Ma tu di piu’
    Sempre piu’ forte e solo tu
    Non ci facciamo compagnia
    Noi non ci facciamo compagnia
    Bruci vita e fai volare il tempo
    io ti vengo dietro ma in affanno
    Stanco di doverti e di spiegarti
    Che un amore vero sa’ tacere!!!
    Noi non abbiam piu’ la stessa ora...
    Tu dormi e io passeggio in un cortile
    Come ami tu...non si ama mai
    Solo una volta in una vita
    Te ne convinci sempre piu’
    Vorrei spiegarti invece che
    Vorrei da te serenita’...La parola amore
    No... Non basta piu’ ...non e’ piu’ qui
    E' quindi un vivere a meta’
    Ma tu di piu’ ...Ma tu di piu’
    Sempre piu’ forte e solo tu
    Non ci facciamo compagnia
    Noi non ci facciamo compagnia
    Bruci vita e fai volare il tempo
    io ti vengo dietro ma in affanno
    Stanco di doverti e di spiegarti
    Che un amore vero sa’ tacere!!!
    Noi non abbiam piu’ la stessa ora...
    Tu dormi e io passeggio in un cortile

     

     

    Arriva in tutte le storie d’amore il momento di stasi... quello nel quale le due persone si sentono un po’ distaccate, che aspettano con ansia, la svolta, ma pigre non mutano la situazione stagnante, per negligenza o perché a un certo punto la storia d’amore diventa scontata... naturale il fatto che ci sia, lì pronta a soddisfare le tue esigenze solo quando se ne sente realmente bisogno.

    E si attende, cosa non si sa di preciso, ma nel frattempo non ci facciamo compagnia... come due persone che hanno orari diversi, si cerca di venirsi incontro, ma inutilmente- sì, momenti del genere ce ne sono in tutte le storie, ma poi quando ci rivedremo sarà diverso- ognuno di noi lo pensa, maturando l’idea di come sarà bello quando insieme si passeggerà mano nella mano per le vie del Corso; sì di nuovo insieme. Ma la realtà è diversa, si sente dentro un senso d’inquietudine, le tue stabilità oscillano pericolosamente, con l’impressione di precipitare da un momento all’altro, ci si sente soli, con l’altra persona distante, e per quanti sforzi cerco di fare (pochi in realtà, anche se la nostra convinzione ci dice il contrario) la sua mano non riesco ad afferrarla... mi scivola in continuazione, forse perché io stesso non mi spingo troppo in là.

    Allora ci si guarda allo specchio, cercando di capire cosa mi blocca, ma una patina grigia riveste il tutto, e un’immagine sfuocata appare ai miei occhi... Occhi che non hanno il coraggio di guardare oltre un semplice strato di polvere, e si accontentano di leggere la propria immagine sullo sguardo degli altri, persone che ti stanno intorno ma, per com’è prevedibile, non ti comprendono pienamente, non hanno la capacità di leggere l’alfabeto con cui sei scritto, e commentano per come possono il tuo stato di non-presenza alla tua vita, che inesorabile scorre, avida di bruciare quei momenti unici che sai non si ripeteranno mai, perché ogni istante è prezioso come le lacrime di una madre che partorisce il frutto del suo amore... per la vita.

    È quindi un vivere a metà... cercando di dare il massimo di quello che hai, ma lo vedi sempre insufficiente, inadeguato, non ripagato, non chiedi niente, è vero, ma vorresti che i tuoi sforzi fossero considerati... Io ti vengo dietro ma in affanno... noi non abbiamo più la stessa ora...

    Cerco di essere all’altezza delle tue esigenze, ma sbaglio di continuo, perché mi sento inferiore alla tua capacità di amare, io non riesco ad amarti come mi ami tu... io vorrei amarti come ami tu... Ma tu di più...

    Come un fiore in un cortile, sto aspettando che il sole sopraggiunga a illuminare questo momento un po’ buio e malinconico... un fiore nel cortile può essere il gioiello più prezioso sul vasto tappeto di velluto blu... ma tanta bellezza, devastata da un mare di solitudine tutto intorno... sarebbe come la più grande opera sinfonica ascoltata da un sordo... troppo bello perché sia colto da una rozza mano incurante della straordinaria e unica possibilità che la vita gli offre... in fondo oggigiorno le perle sono date ai porci!

    Forse un difetto essenziale per la nostra epoca è il non considerare col giusto peso le cose che abbiamo e ci succedono, i meravigliosi doni che la vita, GRATUITAMENTE ci offre... ma noi siamo più impegnati a roderci il fegato per le stupidaggini di cui ci circondiamo, a volte gli altri diventano più importante di te stesso... come un’ombra senza cielo...

     

    ...Ma in onesta dobbiamo porci una domanda...

    Abbiamo il coraggio di ammettere di cosa abbiamo realmente bisogno?

    Ho la forza di accettare quello che il mio cuore mi suggerisce?

    Sono sincero quando ti parlo?

    NO!!!!!!

    Questa è la semplicissima verità, la tanto decantata verità che fa male, lo sai... La sincerità che ci manca è alla base della crisi di tutti i nostri rapporti interpersonali... Perché abbiamo paura a chiedere -e ma quando le senti certe cose, dovrebbero venire spontanee- ci vergogniamo forse di cosa dovrebbe pensare l’altra persona, di come potrebbe reagire, abbiamo davvero paura della persona che diciamo tanto di amare... Ma è la stessa persona che ci stringe forte a se nei momenti più difficili, che ci consola quando i nostri problemi ci attanagliano, la persona che apre uno spiraglio di luce nella nostra oscurità, la persona alla quale abbiamo deciso-donato di aprire il nostro cuore... la persona che è diventata parte di noi stessi, con la quale abbiamo suggellato un patto segreto e inviolabile di reciprocità...

    Come ami tu non si ama mai,

    solo una volta in una vita te ne convinci sempre più,

    vorrei spiegarti invece che vorrei da te... serenità,

    la parola “amore” no, non basta più, non è più qui...

    Ed è proprio in questi momenti confusi, instabili, nei quali metti in discussione tutti i valori sui quali hai costruito il tuo castello... sei frastornato, abbattuto e schivo, rincorri senza arrivare alla meta... ed è proprio allora che vorresti fermarti, e lasciare andare il mondo per la sua strada, inadeguato a tutto quello che stai vivendo, ti senti svuotato, e senza punti fissi, perché la dove proprio sai che puoi approdare ad un porto tranquillo, non è più qui...

    E riparti per mare, con le poche forze che ti sono rimaste, ma davanti a te solo tempesta... implacabile, e ingovernabile, come se il giudizio di Dio si scagliasse contro di te, non vedi via di fuga, ti disarma, sei messo con le spalle al muro, senza più vele da ammainare, senza più remi per combattere la corrente che ti trascina via, sopraffatto dalle onde, lentamente ti inabissi tra i flutti ma, ancora lotti contro questa forza più grande di te che ti porta giù, rimani cosciente con gli occhi aperti, e lentamente l’acqua che ti sovrasta aumenta, schiacciandoti con il suo peso... è la fine! Ma proprio in quel momento percepisci con tutti i tuoi sensi, e si manifesta ai tuoi occhi la meta tanto agognata, lassù sul limitare del mare, la luce che filtra attraverso la parete cristallina... e quel calore che stavi cercando, quell’inebriante senso di pace... la tua serenità!!!

    Io ti vengo dietro ma in affanno, stanco di volerti e di spiegarti...

    Che un amore vero sa tacere, noi non abbiamo più la stessa ora, tu dormi ed io passeggio in un cortile...

    June 19

    Comunicaziione di servizio

     
    Avviso ai naviganti:
    Nei prossimi giorni su questo blog prenderà vita Il canale dell'amore, che non è un'agenzia di incontri al buio, ma bensì una resoconto-dibattito, su quello che è un tema dominante nell'adolescenza e post adolescenza di noi giovincelli... toccando quindi le varie sfumature, ognuno potrà lasciate il suo personale tocco di classe...
    Con testi di canzoni e delle spiegazioni personali, proprio commenti, o condivisioni di esperienza, domande e risposte su quelli che sono i clichè della nostra generazione, i dubbi e i consigli su come portare avanti una storia d'amore, ognuna caratterizzata dalle solite tappe importanti, con i suoi alti e bassi e i periodi altelenanti di felicità, tristezza e incomprensioni...
    Insomma tutto, ma proprio tutto quello che si vuol dire sull'amore...
    Aspetto quindi numerosi i vostri commenti e suggerimenti...
     
    P.S. guardo il contatore e dico... 100... 100... 100!
    June 03

    Un ricordo indelebile in me...

    A mia nonna...

    Mia nonna era quel che si direbbe “La Donna della casa”. La tipica donna calabrese sulle cui spalle si reggeva la casa. Mia nonna era, ed è stata finora la colonna portante della famiglia.

    Donna dal carattere forte e prorompente, decisa sulle questioni della famiglia, esemplare mamma, intransigente ma con un cuore grande, pronto a soddisfare l’amore per tutta la sua numerosa famiglia, che nel corso degli anni si è accresciuta sempre di più; moglie devota e prodiga verso il marito, donna di polso e di grande fede; tutte eredità che si rispecchiano pienamente nelle sue figlie.

    In questi anni in cui ho avuto la fortuna e l’immenso piacere di poterle stare accanto ho conosciuto un po’ questa donna meravigliosa. Io mi ricordo da piccolino, che la guardavo, e se anche mia nonna non ha mai avuto una corporatura robusta, al contrario era esile e minuta, dava, però un’immagine di se fiera e imponente, che meritava rispetto nonché addirittura venerazione, soprattutto quando i capelli iniziavano lentamente a imbiancarsi; trasmettevano ancora più luce al suo già radioso volto...

    nonnap11

    Per quello che non ho potuto vedere con i miei occhi, chiedevo a mia madre di raccontarmi le storie della mia famiglia, mi affascinava tantissimo sapere cosa e come avevano vissuto loro, e mi lasciavo volentieri catturare dai racconti di come mia nonna reagiva alle varie marachelle che combinavano i miei zii quando avevano la mia età, e di come lei si dimostrava sempre rigorosa ma amorevole allo stesso tempo, supportata sempre da mio nonno.

    Mio nonno, da quanto mi raccontava mia madre, penso sia stato il compagno di vita ideale per mia nonna, un uomo giusto, lavoratore instancabile, anche lui con un carattere deciso e fiero, inevitabile per tenere testa a mia nonna, che lo amò fino all’ultimo, finché il Signore un giorno, molto prematuramente, lo chiamò a se dall’affetto dei suoi cari.

    Mia nonna affronto molto stoicamente la perdita dell’amato, e pochi anni più tardi quella del figlio, affidandosi sempre di più al Signore, sorreggendo sulle sue spalle il peso della famiglia, e dei figli più piccoli da crescere.

    Da lei ho imparato cosa vuol dire avere fede nel Signore, mi ha guidato in questo cammino, e per me il-fiore-della-mamma era sempre un piacere stare insieme a lei; ricordo ancora quando le facevo da segretario per compilare i moduli per destinare parte della sua pensione alle varie istituzioni religiose e umanitarie. Lei non ha mai pensato solo a se stessa, ma aveva sempre un pensiero rivolto ai più piccoli o ai meno fortunati, e cercava come poteva di sostenere le opere di chi tanto si prodigava per il bene dei fratelli.

    Volevo e tuttora voglio molto bene a mia nonna, intorno a lei si riuniva tutta la famiglia, era sempre grande occasione di festa stare con lei.

    Ogni domenica, fino a pochi anni fa, veniva a casa nostra, da quando ho preso la patente, l’andavo a prendere anche io qualche volta; e la domenica era dedicata a lei, felici ogni volta di starle accanto. Ci prodigavamo tanto io e mia sorella, ricordo, per prendergli quello che richiedeva per farla stare comoda, era così gioiosa mia nonna, che era un piacere fare le cose per lei anche solo per vederla sorridere...

    04-angelIo mia nonna la ricordo così, quando da piccolo, dopo pranzo, mentre mia madre e mia sorella sbrigavano le faccende domestiche; la prendevo sotto braccio e insieme passeggiavamo per casa, e andavamo dalla cucina all’entrata, e dall’entrata alla cucina, e nel frattempo parlavamo, lei mi raccontava molte cose, di lei, ma anche mi diceva di comportarmi bene, di essere un bravo ragazzo e di ubbidire a mamma e non farla arrabbiare, e di aiutare papà nel lavoro quando ne aveva bisogno. Io le promettevo sempre che l’avrei fatto e che mi sarei comportato bene. E lei mi rispondeva dicendomi che  ero il suo piccolo angelo, e ogni volta il mio cuore si riempiva di gioia...

    E così continuavamo a camminare, dalla cucina all’entrata e dall’entrata alla cucina.

     

    angelo

    Nonna, oggi sarà un altro piccolo angelo, uno di quelli che tu tanto hai aiutato, che ti prenderà sotto  braccio e ti condurrà lassù, ad una nuova entrata, quella della casa del Padre, dove finalmente potrai ricongiungerti con gli affetti più cari...

    Da lassù abbi un occhio di riguardo per noi, tuoi figli, e proteggici sempre...

    Grazie per essere stata così importante nella mia vita...

    Ciao Nonna....

    May 20

    A te scrivo una canzone perchè non ho altro...

     

    Cosa serve per capire...

     

    Cosa serve per capire

    che ogni giorno è da scoprire

    che ogni istante insieme a te

    è ciò di cui più importante c’è.

    angeli

    Tu sei in ogni cosa che io faccio

    che penso, che respiro, che mangio.

    Tu per me sei ovunque,

    io ti ho sempre con me

    per questo non ti cerco continuamente,

    perché tu non sei un ricordo dentro me

    tu sei una presenza viva, indissolubile in me.

    Se vuoi sapere qual è la verità

    sei la mia dolce e stupenda metà.

     

    Guardo gli altri e vedo te

    in tutto quel ch’è intorno a me.

    Non un attimo, non un ora,

    ma l’eterno e forse ancora.

     

    Nel m io cuore che batte forte

    il tuo ritmo mi assale,

    ora c’è vita e non più morte

    la gioia esplode in un carnevale

    Sei la cosa più bella che mi sia potuta capitare,

    nei vent’anni di una vita in cui avevo smesso di sognare;

    tu la gioia di vivere in libertà mi hai donato,

    hai slegato le catene che mi imprigionavano agli spettri del passato;

    brancolavo nel buio di un mondo senza meta né direzione,

    sici03

    smarrito come un cucciolo senza la sua mamma,

    ma tu mi hai sollevato da questa condizione,

    il tuo amore mi sostiene e non mi inganna.

     

    Guardo gli altri e vedo te

    in tutto quel ch’è intorno a me.

    Non un attimo, non un ora,

    ma l’eterno e forse ancora.

     

    Mi dispiace non volevo,

    di certo io farti soffrire,

    rosarose2yxscusa se son stato scemo

    sto cercano di capire.

    Io vorrei farti sentire

    che con te andrei lontano.

    Tutto questo è per me il dire:

    amore mio, IO TI AMO.

     

    Guardo gli altri e vedo te 80814698108022006173251

    In tutto quel ch’è intorno a me.

    Non un attimo, non un ora,

    ma l’eterno e forse ancora.

     

    Creative Commons License                                                                 Alfonso Politano
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    May 18

    UNA SETTIMANA DA DIO

    VACANZE ROMANE...

    “Bellissima settimana ragà... Rossella e la passeggiata in centro, Maggie e le sue massime di cultura generale, Daniele e la metro, Alfonso il nostro Virgilio romano che pensa a fare aglio e olio, Enrico, Amantea-Roma è sempre Enrico come faremmo senza di lui ;) uno spettacolo sta settimana. Grazie a presto. E mi raccomando, non mangiate troppo, non vi perdete, non gridate, non studiate assai ;p (scherzo), ma soprattutto continuate a divertirvi.”

    All’insegna del divertimento e del buon umore una settimana ricca di Amicizia... e anche qualcosa in più ;)

    roma_4Il testo riportato tra virgolette è il commento del protagonista di questa meravigliosa settimana, Umberto, mitico come al solito,è l’unico che con la sua irresistibile forza riesce a riunire sempre tutti quanti… eheh!!! È sempre stato il nostro vero punto di riferimento...

    Per cronaca di cose ne abbiamo fatte tante, i luoghi visitati suggestivi e accattivanti, le serate con gli amici sempre allegre e spensierati, davanti a noi si è aperta una piccola parentesi di estate... e beh non potevamo che non farla, ormai è tradizione per noi, irriducibili, uniti arriviamo sempre prima degli altri...

    Sono nati dei nuovi tormentoni in questi giorni, è vero “Danieeeeleeeeeee!!!”, quante disavventure, davvero che più passi una vita strana più capisci i film e le telenovele da dove vengono... ci succedono le cose più assurde e divertenti, anche se non tutti sono contenti e in buona saluta...

    “Uhe uhe, Mi fa male la pancia” inno partecipativo di Rossella a qualunque discussione si facesse...

    Ma il migliore è stato il mio , lo confesso, nato in una serata di giri in macchina per Roma, molto simile al giro per via Margherita e lungomare... “Ce l’hai aperto....” è stato l’inno di queste vacanze... ma cosa non si è mai saputo, è uno di quei detti buttati lì al momento, per i nostalgici ricordo quello di qualche colosseoanno fa... “Non mi guardare...”, sai nascono così...

    I giorni migliori per me sono stati sabato sera con i revival anni ’80 e ’90... abbiamo ballato come pazzi,  che scatenati... e poi bellissima anche la serata di domenica: cena al gallo con arrosticini e l’amico litrozzo... che boccale, poi in giro per Roma di notte, le strade più lussureggianti, e quante foto ai piedi del Colosseo con <<Enrico Carù>> che dava del suo meglio... e poi di nuovo in giro tra pizzerie e cornetterie, quanto abbiamo mangiato... che bello !!!!

    Davvero delle giornate fantastiche, un stupenda parentesi in questo maggio di primavera che anticipa alla grande la stagione del divertimento. Un grazie davvero a tutti voi per queste bellissime giornate insieme, per la vostra unicità, caratteristica a volte rara di questi tempi... Un grosso abbraccio di cuore a tutti, commentate pure l’intervento descrivendo cosa vi è piaciuto di più di questa allegra settimana, lasciate dunque un segno del vostro passaggio...

    Io dal canto mio, ahimè devo concludere qui la parentesi di divertimento sfegatato, un bel periodo di studio mi attende ma non temete amici, anche se non potremo vederci con l’assiduità di questi giorni, io vi porto sempre nel mio cuore, ancora grazie a tutti e soprattutto un Grazie particolare al mio Grande Amico Umberto, come al solito sei “er meglio”... buon ritorno a casa Compa... e fatti un bagno anche per me! J

    April 23

    I have a dream

     

    Continua ad avere fede…

     

    L’ennesimo evento terribile ha scosso il mio paese... tre ragazzi, tre amici sono morti in un altro incidente stradale...  il dolore è tantissimo, troppo accumulato in questi anni, di ripetuti lutti e eventi tristi...

    Ero tornato da Roma proprio il giorno prima, speranzoso in una vacanza, un momento di meritato riposo dopo la fatica dell’università...

    La sera di venerdì scendo in spiaggia e assaporo dopo tantissimo tempo, mi è sembrato un’eternità, il sapore del mare, volgo il mio sguardo al cielo, la luna piena splendeva incontrastata coronata dalle stelle più luminose... il vento mi accarezzava la pelle, e la mia mente era vuota senza nessun pensiero né preoccupazione...

    Avevo la pace e la tranquillità dentro di me, stavo bene con me stesso..

    Questa pace è durate per un po’, finche non si è scontrata con l’inevitabile, ci ho messo un po’ a realizzare cosa fosse successo, non volevo sentire il dolore, non volevo accettarlo, di nuovo, ancora…

    E poi ho capito, non volevo accettare che nel mio paese questa fosse la realtà.

    Mi sono guardato intorno… è un anno… tutto intero e forse più… che Amantea è avvolta nell’oscurità..

    Il buio delle morti, il buio della criminalità sempre più dilagante, presente che entrata nel midollo del nostro paese, delle nostre vite… abitiamo il buio della vita che finisce.

     

    IO NON LO ACCETTO!

     

    Non posso concepire che i bambini con cui giocavo dieci anni fa, sono diventati uomini segnati da terribili esperienze, non posso accettare che un mio ex compagno di banco delle scuole medie ora non ci sia più. Non posso accettare che questo paese se ne stia indifferente a guardare…

     

    Io voglio fare qualcosa, voglio cambiare questo modo di vedere le cose e di pensare, voglio cambiare il mio paese…

    Potreste pensare che sia un folle, un sognatore visionario, ma io ci credo, sono fermamente convinto che nell’animo e nella testa dei miei coetanei non ci sia solo droga, sesso, divertimento ad ogni costo, non curanza delle regole, apparenza, musica sparata a palla senza pensarci, alcool, voglia di soldi facili, sopraffazione  ed egoismo…

     

    NO, c’è molto di più… c’è l’aiuto reciproco, l’amicizia, la fedeltà, l’impegno nel realizzare le manifestazioni del nostro paese, la voglia di riuscire, il rispetto per chi ci  ha insegnato i valori da tener presente nella nostra vita, c’è l’amore… scritto sulle strade, dipinto sui muri, scolpito nel cuore…

     

    E soprattutto c’è la voglia di vivere…

    Per tutto questo dentro di me, anche se penso che viene da qualcosa di più grande di me, è maturato il desiderio di fare qualcosa, di creare un punto di aggregazione, di creare un luogo di incontro e di crescita, di confronto e di condivisione, una realtà nella quale noi ragazzi possiamo rispecchiarci ed in essa identificarci.

    Per questo mi sono fermato a riflettere su cosa posso fare concretamente per realizzare questo sogno, che mi auguro presto, con l’aiuto di tutti, diventi realtà.

    La conclusione a cui sono giunto è in primis riaccendere le coscienze di quanti, come me, vogliono dare una mano a se stessi e agli altri, e al nostro paese…

    Con una volontà comune attiva si può costruire tanto, si può aiutare tutti, ognuno di noi ha tanto bisogno di aiuto, per affrontare la propria solitudine, per dare risposte all’inquietudine che ci portiamo dentro. Possiamo portare un supporto ed un conforto a quanti ora sono nel dolore, a quanti in questo momento non vedono la luce ma solo il buio, ed intorno a loro un grande senso di abbandono.

    Lo stato delle cose in questo paese non è delle migliori, nel mondo si da la colpa alla società, ma in un piccolo paese, non è stato mai così vero dire: “La società siamo noi!”, e noi ragazzi ne siamo la risorsa più forte….

     

    …PENSA…

     

    Oggi pomeriggio avevo bisogno di un supporto, avevo bisogno di capire se tutto quello che stavo pensando fosse giusto e reale, e non solo vaneggiamenti di un folle.

    Spinto da questo desiderio, mi incammino per le vie de paese e arrivo a San Bernardino, dove pochi giorni prima sono entrati per l’ultima volta i nostri tre amici, ed entrando trovo Lui sull’altare pronto a dare risposte alle mie domande…

    Mi metto in preghiera, chiedendo se quello che stavo facendo fosse giusto, chiedendogli la forza per poterlo mettere in atto…

    Inizia un momento di adorazione eucaristica. Non potevo crederci, le parole delle preghiere, delle letture, della liturgia erano rivolte a me…

    “Questa notte non è più notte accanto a te, il buio come luce risplende”

    Il vangelo raccontava di come la fede di una malata incurabile l’avesse salvata, mi sono fermato a riflettere, a pensare se la fede potesse salvare chi ora, in questa città è <<malato>>.

    Una preghiera mi ha colpito, l’invocazione della misericordia: fa che i miei piedi siano pieni di misericordia, per correre là dove c’è bisogno del mio aiuto. Non ho potuto che guardarmi i piedi e pensare che oggi quasi per caso mi hanno condotto lì, in quel momento preciso per sentirmi dire quelle parole…

    No non credo al destino, al caso, c’è un fine superiore, se sono qui c’è un motivo, e lo sto comprendendo, anche accettando, posso davvero pensare di realizzare questo sogno.

    Ma subito mi assale la paura e lo sconforto, come posso io realizzare quest’impresa che sembra così difficile, incontrerò la diffidenza delle persone, la loro indifferenza, la non curanza di un paese non toccato personalmente da questo sogno, magari avrò contro chi questo sogno vuole soffocarlo… come potrò da solo e con i miei pochi mezzi fare tutto ciò, tutto quello che mi viene chiesto, che Tu mi chiedi?

     

    Non attesi molto per la risposta… la preghiera riprese:

     

    Nei momenti di dolore, continua ad avere fede

    Quando ti sembrerà di aver fallito, continua ad avere fede

    Quando tutto ti sembra perduto, continua ad avere fede

    Nei momenti in cui ti sentirai da solo, continua ad avere fede

     

    In quel momento ho sentito la Sua voce… il Suo messaggio mi ha trafitto il petto, chiaro, forte e immediato…  continua ad avere fede.

     

    Conscio adesso di non essere più solo, di poter contare sul migliore aiuto di cui si può disporre sono pronto a intraprendere la realizzazione di questo sogno.

     

    Per quelli come me,

    della mia età,

    per i più piccoli e per quelli che verranno,

    per chi ci ha già lasciato,

    per chi ha bisogno di aiuto,

    per chi avrà bisogno del nostro aiuto,

    per questo paese,

    per il nostro splendido paese… 

     CONTINUIAMO AD AVERE FEDE

    April 04

    L'evento più atteso dell'estate 2007

     

    24/h Caruso

     

    Sveglia alle 7:30, se non siete pronti vi lascio a piedi…  Così ci esortò Umberto giorni prima…

    Ecco come andarono veramente i fatti:

    Ognuno si alzò ad un orario più o meno decente, tipo le 10:00 o anche più tardi, sbrigò i propri affari e si preparò a partire, e quando il sole era più in alto nel cielo passammo a prendere Rinaldo…

    Un messaggio, due messaggi, tre messaggi, uno squillo… tuuuu. Vodafone…

    “Cazzo il cell è chiuso!” disse Umberto, ed io: “E’ logico, sta ancora dormendo”.

    Avemmo la triste conferma quando citofonammo. Ashtreschdsh…!! !

    Ok, sbrigate altre imbasciate ed andate a prendere Margherita, si fece l’orario giusto per il signorino, l’una e qualcosa.

    Ci inerpicammo per i monti fino a scorgere un casolare, con una grande bacinella blu nel giardino.

    “Minchia la piscina!”.

    Umberto non fece in tempo a passare davanti al cancello con la macchina che io ero già li dentro a sguazzare come un pesce rosso.

    Villino in campagna con letti ovunque, ampio terrazzo adibito a pista da ballo, piscina e biliardino, cosa si vuole di più da una festa di Enrico… beh un bel torneo alla palystation mi direte, ma c’era anche quello e in più una valanga di mangiare e di roba da bere…

    E poi persone splendide, solario e divertenti, con le quali è un bellissimo piacere passare una giornate di festa insieme, con questo colgo l’occasione di ringraziare tutti i miei amici.

    Per le due e qualcosa arrivammo tutti e strano ma vero non veniva servito da mangiare, stranissimo per una festa da Enrico… E beh! Si sentiva la mancanza di Giusy e Angela, le due mastre della cucina, e quindi armato di buona volontà mi misi a fare le porzioni e a preparare i piatti aiutato da delle splendide vallette.

    Dopo aver mangiato e bevuto come i porci, ci stravaccammo chi in un letto chi nell’altro, e c’era chi preferiva prendere il sole sulle sdraio, ignaro del rinfrescante gavettone proveniente dal terrazzo.

    La festa continua proprio lì sul terrazzo a ballare… il mio ballo preferito… La samba anonima…

    Da ricordare le stupende pose del padrone di casa, sul ciambellone in piscina con cappello bianco in testa stile texano, “zicarro” in una mano e nell’altra un bicchiere da coktail… Sembrava proprio un pappone.

    Ma anche noi ci atteggiamo a boss di vecchia data, chi col sigaro e chi più stiloso con il sigaretto all’uva con tanto di bocchino.

    E poi festa fino alla sera, naturalmente tutto ciò accompagnato da tanto cibo.

    Poi arrivò la sera a farci compagnia ma non fu sola, per portarci calore in quella notte d’estate arrivò anche il fuoco, nella collina di fronte casa Caruso.

    Dovevate vedere dalla terrazza che spettacolo, il rossore sul fianco della collina saliva fino in cielo dove lasciava il posto ad un più sereno e intenso velluto blu tempestato da diamanti luccicanti, il cui bagliore non venne per niente intimorito dallo scoppiettare del fuoco, cosa che invece in alcuni momenti ci fece proprio spaventare,

    ad un certo punto pensavamo che la mattina dopo ci sarebbero stati tanti polli arrosto… NOI!!!!

    Comunque c’era sempre la piscina dove ripararsi, infatti dopo cena un tranquillo e rilassante bagno non ce lo levò nessuno.

    La notte stava volgendo al termine, qualcuno stanco andò a dormire, altri con più energia e fantasia si diede all’arte contemporanea componendo una meravigliosa opera d’arte…

    L’albero del vento..

    Capite bene che il giardino era tutto pieno di carta igenica…

    Ci rilassammo in terrazza a contemplare le stelle, e dopo aver salutato il bambulè ci dirigemmo stanchi al nostro meritato riposo…

     

     

     

    March 24

    Una risposta...

     
          A te...
    che rispondi così, senza sapere il perchè, 
    che ti agiti tanto, e che scompari nel buio
    di un mattino bigio e gonfio di pioggia,
    di quelle lacrime che il cielo vorrebbe versare,
    senza pensare, senza aspettare...
    solo nel silenzio di una lacrima...
    che come un diamante in mezzo al cuore
    illunima la vita del più grande amore...
     

    A te

    A te che sei l’unica al mondo
    L’unica ragione per arrivare fino in fondo
    Ad ogni mio respiro
    Quando ti guardo
    Dopo un giorno pieno di parole
    Senza che tu mi dica niente
    Tutto si fa chiaro
    A te che mi hai trovato
    All’ angolo coi pugni chiusi
    Con le mie spalle contro il muro
    Pronto a difendermi
    Con gli occhi bassi
    Stavo in fila
    Con i disillusi
    Tu mi hai raccolto come un gatto
    E mi hai portato con te
    A te io canto una canzone
    Perché non ho altro
    Niente di meglio da offrirti
    Di tutto quello che ho
    Prendi il mio tempo
    E la magia
    Che con un solo salto
    Ci fa volare dentro all’aria
    Come bollicine
    A te che sei
    Semplicemente sei
    Sostanza dei giorni miei
    Sostanza dei giorni miei
    A te che sei il mio grande amore
    Ed il mio amore grande
    A te che hai preso la mia vita
    E ne hai fatto molto di più
    A te che hai dato senso al tempo
    Senza misurarlo
    A te che sei il mio amore grande
    Ed il mio grande amore
    A te che io
    Ti ho visto piangere nella mia mano
    Fragile che potevo ucciderti
    Stringendoti un po’
    E poi ti ho visto
    Con la forza di un aeroplano
    Prendere in mano la tua vita
    E trascinarla in salvo
    A te che mi hai insegnato i sogni
    E l’arte dell’avventura
    A te che credi nel coraggio
    E anche nella paura
    A te che sei la miglior cosa
    Che mi sia successa
    A te che cambi tutti i giorni
    E resti sempre la stessa
    A te che sei
    Semplicemente sei
    Sostanza dei giorni miei
    Sostanza dei sogni miei
    A te che sei
    Essenzialmente sei
    Sostanza dei sogni miei
    Sostanza dei giorni miei
    A te che non ti piaci mai
    E sei una meraviglia
    Le forze della natura si concentrano in te
    Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
    Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
    A te che sei l’unica amica
    Che io posso avere
    L’unico amore che vorrei
    Se io non ti avessi con me
    a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un' immenso piacere,
    a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
    a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
    a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
    a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
    a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...
    e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni...

     

     

     

     

     
    December 24

    AAAAAAAAAAAriaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

     
    A tutti quelli che...
     
                               vorrebbero non essere qui in questo momento....
     
                               hanno cambiato il modo di vivere...
              
                               non hanno cucinato questo Natale...
     
                               hanno corso contro il vento...
     
                               hanno pianto senza lamento...
     
                               vorrebbero volare un pò più in su di quei miseri tre metri...
     
                               hanno aspettato questo giorno per un anno intero...
     
                               amano nonostante tutto...
     
                               cercano la felicità in mezzo al dolore...
     
                               si sentono soli anche se in mezzo alla folla...
     
                               soli hanno un'amico su cui contare...
     
                               hanno una persona d'amare...
     
                               vivono nonostante si avvicini la morte...
     
                               splendono anche se fuori è buio...
     
                               ridono dove ci sarebbe da piangere...
     
                               festeggiano perchè ricevono un regalo...
     
                               hanno fatto un regalo...
     
                               a cui basta il pensiero...
     
                               il pensiero lo rivolgono veramente...
     
                               mandano un messaggio non per degli auguri vuoti ma per sapere come stai...
     
                               hanno un sacco di problemi...
     
                               hanno una grande forza di volontà...
     
                               sopravvivono allo scorrere della vita...
     
                               STANNO MANGIANDO COME PORCI PENSANDO CHE IL NATALE SIA QUESTO...
     
                               nonostante tutto fanno Natale...
     
                               a Natale vanno a messa puzzando di frittura...
     
                               a Natale aspettano la venuta di una Luce...
     
                               a Natale festeggiamo il trionrfo del loro grande Amore...
     
                               a Natale fanno quello che si fa a Natale...
     
                               Sono come l'ARIA....
     
     
                                                                                AUGURIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
     
     
     
    ARIA

    Sai
    nascono così
    fiabe che vorrei
    dentro tutti i sogni miei
    e le racconterò
    per volare in paradisi che non ho
    e non è facile restare senza piu' fate da rapire
    e non è facile giocare se tu manchi
    aria come è dolce nell'aria
    scivolare via dalla vita mia
    aria respirami il silenzio
    Non mi dire addio ma solleva il mondo

    portami con te
    tra misteri di angeli
    e sorrisi demoni
    e li trasformerò
    in coriandoli di luce tenera
    e riuscirò sempre a fuggire dentro colori da scoprire
    e riuscirò a sentire ancora quella musica
    aria come è dolce nell'aria
    scivolare via dalla vita mia
    aria respirami il silenzio
    non mi dire addio ma solleva il mondo
    aria abbracciami
    volerò
    aria ritornerò nell'aria
    che mi porta via dalla vita mia
    aria mi lascerò nell'aria
    aria com'è dolce nell'aria
    scivolare via dalla vita mia
    aria mi lascerò nell'aria
     
     
     
     
     

     

     

     


     
     
     
     
     
    November 30

    Intermezzo esistenziale..

    Notte prima dell'esonero....
     
    Ho un monitor acceso davanti a me... e la sua pallida luce illumina i lineamenti assonnati del mio volto, la barba incolta, gli occhi gonfii e i capelli lucidi...
    Il mio aspetto sembra spettrale... ma rende bene la sensazione... mi sento così adesso e non c'è niente che mi invoglia a cambiare questo stato di cose...
    come devo fare... eppure io non ero così... sono sempre stato un tipo attivo e dinamico, come è possibile che ora non mi smuove neanche il terremoto...
    Uffa, voglio che la mia vita ritorni sulla strada maestra ad avere i cartelli con le indicazioni per dove andare, senza buche e zone dissestate (come le strade della mia città, non so se l'hanno aggiustate)...
    Perche non sono come un'autostrada ( magari non la Salerno- Reggio C), perchè non sono come un treno( preferibilmente non l'intercity che tanto non arriva mai)...
    Ho bisogno di riaquistare quella forza che prima avevo... ma sto provando di tutto, sono pure andato al supermercato a vedere se la vendevano, sotto il banco della verdura... della serie... forza e verdura... ma era finita.. che sfiga...
    Ora vorrei tanto addormentarmi col cuore in pace, ma mi sa che neanche stasera mi sarà concesso... mi sembra che negli ultimi mesi stia buttando la mia vita a puttane... il punto è che sulla Salaria non ci sono mai andato...
     
     
    Rivoglio la mia vitaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
    November 07

    Una notte lunga un sogno...

    Notte bianca 18 agosto 2007

     

    “Notti magiche…sotto un cielo di un’estate italiana”

    Impazza la festa in piazza… Migliaia le persone che sono accorse ad Amantea per l’evento dell’estate 2007, la Notte bianca con il concerto degli Zero Assoluto…

    Il concerto è stato grande, spettacolare, e tutto Corso Vittorio Emanuele era affollatissimo, dal palco si doveva vedere una marea umana, fatte di braccia alzate verso il cielo, fantastico e incantevole, attraversato ogni tanto da qualche stella cadente. Luci, colori e tanta musica, davvero un bel concerto, bravi a Mattia e Thomas. La notte era viva e attiva per le vie della città, musica, balli e artisti di strada, il tutto allietato da piacevoli degustazioni di alcune tipici piatti amanteani, come la squisita pasta con la mollica.

     

    “Notte bianca, notte in bianco

    notte passata ad inseguire un sogno

    dal quale l’amore non fa più ritorno

    perché di viverlo non ne è mai stanco.

    Notte magica che ti regala un dono.

    Notte bianca come quel lenzuolo,

    notte in cui non sei più solo

    e fino al mattino ti senti in volo

    verso la luce che tra poco sorge

    che un nuovo giorno lieto ti porge”

    Festa adduve Giuvà

     

    Ferragosto di fuoco

     

    Dopo aver girato in lungo e in largo la pineta di Aiello, ed essere entrati pure nel mondo segreto dei folletti e delle fate, con Umberto abbiamo appurato che non ci rimaneva altra scelta se non andare da Giò  a passare la consuetudinale festa che intercorre nel periodo più in dell’estate, il ferragosto. 

    E così  dopo aver marinato quintali di carne ci incamminammo per quel di Cleto…

    Arrivati lì, dai primi che dovevamo essere, siamo stati gli ultimi, qualcuno si è svegliato tardi…

    “e beh, che aspettate ad accendere il fuoco” esclamai, devo pensare sempre a tutto io”.

    Ognuno si dava da fare e nel bel mezzo dei preparativi qualcuno mi domandò: Alfò, dov’è la salsiccia?

     Ed io: “Oh cazzo!”.

    L’avevo lasciata in frigo , corriamo a casa e troviamo, con un culo esagerato, i miei ancora lì, non mi ero portato le chiavi di casa; e se non c’era nessuno penso proprio che i miei amici avrebbero arrostito me come salsiccia! L

    Ritornammo. Si mangia. La carne era davvero ottima, complimenti ai cuochi Enrico e Pasquale. Mentre Angela sbucciava peperoni e melanzane, con tanto zelo, qualcuno, tipo io ed Umberto, fregavamo le melanzane dal piatto, e la matrona giustamente si lamentava, fu a quel punto che il Tonnara, dopo un numero imprecisato di becchieri Cirò Rosso Librandi, esordì col suo ormai celeberrimo eufemismo: “ Angela, allu tulu!”.

    La festa continua nell’euforia del banchetto… Finche accaldati da quella soleggiata giornata ci, o meglio mi, viene la brillante idea di farci un bagno con la pompa  ed è subito festa finché non la prendono in mano Enrico e Giò e lì potete immaginare il macello, e soprattutto le bestemmie di Rinaldo al quale avevano bagnato il piede (allora fasciato).

    Ridendo e scherzando verso metà giornata vi fu una inconsueta e massiccia affluenza al bagno, da lì a poco invademmo casa di Giò. Io dal canto mio mi andai a rilassare un po’ sul letto, preceduto come di consueto quando si parla di riposare su un letto dal mitico Umberto. Ma ahimè, si sa che gli “scassacazzo” non ti lasciano mai in pace. Ed infatti mentre Domenico mi distraeva da un lato, Rinaldo, Bastardo!!!!, mi infilò una cascata di ghiaccio nel costume…

    Bhrrrr… potete immaginare la gradevole e rinfrescante sensazione. Ma superata quella disavventura, non siamo riusciti a resistere allo stupefacente fascino di Enrico in versione pappane americano. Occhialazzi da sole, catena d’oro al collo e addosso la pelliccia della mammissa i Giuvà…

    ahahahaahahahahah… uno spettacolo esilarante, ci contorcevamo sui letti dalle risate. Finché Giò non ci ha scoperti e ci ha ributtati in giardino a calci nel culo.

    La giornata è continuata tranquilla, tra partite a carte e pallone, finché dal profondo del mio stomaco non iniziò a muoversi un languorino… E fu subito un grido: “Chi vuole altre salsicce?”… Ebbene erano le 9:30 di sera quando io, Domenico, Giuseppe e Diego finimmo di mangiare l’ultima salsiccia arrostita…

    Ma come potevamo lasciare la bocca con quel sapore salato?, fu in quel momento che ci venne l’illuminazione del melone…

    Mettemmo un po’ a posto, raccogliemmo le cose lasciate in giro e salutammo questa stupenda festa, avviandoci da casa di Giò con lo stomaco pieno, sotto uno stupendo cielo stellato…

    Un'estate di fuoco...

    Il falò di inizio estate

     

    Il fuoco, il mare, la musica e tanto divertimento. Così mi si è presentato il falò del 6 agosto.

    Il felice ritrovare gli altri compagni che non vedevo da tempo. mentre la musica sparata a palla ci intimava a muoverci e a ballare restavamo, ancora troppo lucidi, seduti intorno al fuoco, ma l’arrivo di tutti è stata occasione di festa, solennemente sugellata dall’immancabile birra Touborg, in lattina da 0,5l, che diede il via alle danze quella sera.

    Ricordo che stranamente non volevo fare il bagno, ero stanco, avevo promesso a mamma che non lo facevo,(altrimenti mi sarebbe preso qualcosa). Ma ahimè! Le mie sono promesse da marinaio.

    Incitato da Umberto in men che non si dica ero già spogliato, tempo record 10 secondi appena, e buttato in acqua: soave ristoratrice di quella notte d’estate.

    E per non alimentare i vecchi tempi e bui ricordi, subito a valanga una folla di gente ci ha seguiti in acqua. E subito via a schizzare, nuotare e  galleggiare guardando le stelle, in quella meravigliosa limpida notte.

    Come poteva mancare poi il famigerato… “Come mamma ci ha fatti”.

    E tutti quanti a correre sul bagnasciuga…

    Che serata, che momenti… E mentre la festa impazzava, un raffinatissimo somelièr d’eccezione ci inebriava di delizioso nettare, era Stefano con il bottiglione da 5 litri…

    (2 dei quali li ho bevuti io)… J

    E ancora festa mitica e risate fino al mattino…

    Che serata ragazzi…

    Quest’estate è iniziata col botto…

    Il segno di un'estate che vorrei potesse non finire mai...

     

    Pensiero sull’estate del 06 settembre 2007

     

    Iniziata in largo ritardo IL 6 agosto questanno ( a pensarci è giusto un mese che sono in vacanza).

    Devo essere sincero, sarà per la brevità, e forse è una conseguenza, ma questestate è stata davvero intensa bella, divertente, carica di emozioni e di mmm J

    Voglio raccontare ogni momento di questestate e perciò ogni intervento avrà un riferimento particolare

    chiedo a voi di aiutarmi a raccontare tutto, e commentate con entusiasmo

    iniziata il sei con uno spettacolare falò ancora non decide a concludersi perché per me lestate non finisce mai, come già ho detto in qualche intervento precedente

    lestate sono io!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    September 08

    Un apostrofo tra sogno e realtà

     
     
    Oltre le sponde 
    del vasto mare
    di pietra e sale
    tutt'ora esiste
    un'isoletta
    di pura argilla.
    Dove la terra 
    frutto di pace
    offri soavi
    fiori di luce
     
    L'aria rinfresca
    la bianca rosa
    e piove ambrosia
    intorno ad ore
    liete e serene
    come le danze
    aperte al sogno.
     
    Un celestino sguardo
    e infine, Aprile. 
     
     
    Ringrazio di cuore Brunella, per avermi donato questo bellissimo se pur effimero attimo di magia...
    Grazie mille mistica... buon cammino
    September 06

    Marcia francescana 2007

    La mia marcia fatta per…dono

    “Prima di partire per un lungo viaggio, porta con te la voglia di essere sincero”.

    E’ stato difficile trovare una motivazione che potessi comunicare, a cui aggrapparmi quando pensavo di non farcela, di non essere capace di affrontare un cammino difficile come la marcia.

    Non sapevo il perché ma sempre vedevo qualcuno che mi spingeva a fare la marcia, che mi incitava a non mollare ancora prima di cominciare. I segni erano ovunque, qualunque cosa chiedessi, veniva accontentata, gratuitamente, perché io non me la meritavo.

    Ed alla fine sono partito, da solo, con un opprimente senso di anticipata insoddisfazione, che tanto non sarebbe servito, perché potevo scappare e rimandare quanto volessi,  ma prima o poi il problema mi sarebbe caduto addosso con tutto il suo peso.

    Non sapevo che fare, ho cercato di adattarmi, fare un po’ amicizia e cercare di predispormi all’ascolto, in modo che quando il Signore avesse voluto parlarmi io ci sarei stato. Non mi rendevo ancora conto che invece Lui mi stava già parlando da un pezzo. Non ha smesso di inviarmi i suoi segni, esaudendo ogni mia richiesta, anche la più stupida; come capitare nel gruppo rosso con suor Francesca. Mi ha fatto molto riflettere essere diventato un “povero in spirito”, proprio io che non lo sono affatto!

    All’inizio questi segni non mi hanno detto niente, ma poi nei primi giorni è affiorato dal mio profondo il vero motivo per cui ero qui; e anche se pensavo di affrontare il cammino da solo mi sono accorto che solo non ero, ho sentito vicino le preghiere di tutti. Il primo giorno di marcia ero diventato euforico, mi sentivo che davvero qualcosa era cambiato in me, che stavo iniziando a scrutare la strada davanti a me e a percorrerla. Muovevo i primi passi e la riflessione mi condusse a focalizzare il mio problema. Capii che dovevo farlo per il perdono, per chiarire l’inquietudine, il malessere in me.

    Quindi rivolsi su di me l’attenzione, ma così cominciai a sbagliare, a isolarmi, a non riuscire a sentirmi parte del gruppo, in oltre la fatica fisica alimentava in me un insistente nervosismo che è scaturito alla fine in uno stato fisico di malessere.

    Ma dopo una bella dormita ed un’aspirina, panacea per tutti i mali,mi sono ripreso e il cammino è ricominciato.

    Ho lottato, cercando di recuperare l’armonia, l’utilità di quell’esperienza, ma tutto mi sembrava vano. I miei sforzi erano inutili. Mi sentivo fuori posto, demoralizzato e con i “panni sporchi”.

    Speravo che la giornata di ritiro mi aiutasse a fare un po’ di chiarezza, ma il tempo è scivolato via dalle mie dita, inafferrabile. e invece di far luce, nella mia testa cresceva la confusione. Ma era proprio questo il problema: io ho usato troppo la testa, lasciando senza voce il mio cuore, soggiogandolo al volere della mia mente, avevo un vicolo ceco di fronte a me.

    “Chi si è perso deve fermarsi e riposare”… una frase che mi ha svelato la strada, un atro segno del Signore; lo ha detto un passante mentre ero col mio gruppo, ed esprimevo la mia difficoltà nel capirmi.

    Lì cominciai a capire che il Signore ad una riflessione profonda, ad un perdono che dovevo ottenere anche da solo, mi sarei dovuto fermare e lottare per ricevere il perdono che mi avrebbe liberato, il mio.

    Mi sentivo schiavo di me stesso, della mia inutile complessità, non riuscivo a vedere il senso dell’essenzialità, ma non materiale, quello l’avevo, dovevo trovare quello spirituale.

    Una lunga camminata nel cuore della notte è servita a farmi schiarire le idee.

    Al santuario del perdono un’altra visione si è aperta davanti a me. Come se mi fossi sentito chiamare ho percorso le stanze del santuario, finché non sono arrivato davanti a Lui, finalmente lo avevo trovato; non era esaltato dalla luce in cima ad un imponente altare, ma al contrario, mi accoglieva a braccia aperte nella semplicità di quella croce, povera e disadorna, di un marrone scuro, con un piccolo cordoncino bianco ala fusto, mi ricordava tanto l’abito di quel frate poverello.

    Ed è davanti la semplicità di quella croce che ho ricevuto il mio perdono.

    In quella giornata, per me, carica di emozioni, dove soffiava un’aria nuova, ho riscoperto, come il figliol prodigo, la sconfinata bontà del Padre, ho potuto percepire in me il grande amore che scaturisce dal perdono. uno splendido senso di liberazione invase il mio animo, mi sentivo guarito e senza più colpe.

    Riuscivo a sentire intorno a me l’amore per tutte le cose che mi circondavano, per lo stupendo paesaggio che i miei occhi avevano il piacere di ammirare.

    Quel giorno rinacqui a vita nuova, avevo compreso finalmente il senso della marcia.

    Fu una nuova partenza un nuovo cammino, per gli stretti sentieri del bosco. Mi sentivo come un bimbo che muove i suoi primi passi nel mondo ed è meravigliato, nella sua innocenza, dalle meraviglie del creato, dai lussureggianti scenari nei quali mi imbattevo.

    Innocente sì, era così che mi sentivo, sembra impossibile da credere, ma anche se per poco tempo ho sperimentato la gioia dell’amore “povero in spirito”.

    Infine la sforzo finale, a piedi verso Assisi, la fatica, la gioia, la sofferenza, l’allegria, la felicita nel raggiungimento della meta… Non saprei ben descrivere a parole le fortissime emozioni provate nel momento in cui ho varcato la soglia della chiesa, mi sentivo come se davvero stessi per mettere piede nella terra promessa, intorno a noi l’atmosfera sembrava quella dei cori angelici, erano vere le parole di Francesco :

    “Voglio mandarvi tutti i  paradiso”. ed ho avuto proprio questa sensazione quando sono passato nella Porziuncola. Tutti uniti, tenendoci per mano anche se stanchi e pesanti, con lo zaino sulle spalle, facevamo la nostra entrata trionfale nella grazia del Signore.

    In quel momento, preceduto da una grandissima agitazione, mi sono sentito davvero in pace con me stesso. In quell’attimo il tempo si è fermato e dentro di me ho avvertito tutta la vastità del creato e la sua dolce armonia.

    La gioia e la festa si sono susseguite in uno spettacolare turbinio di emozioni.

    Avevo dentro me la felicità dell’amore vero.

    Finalmente il cammino si è fatto perdono  

    September 05

    Un saluto

     Ciao a tutti i visitatori... conoscenti e non.
     
    l'estate sta volgendo il suo sguardo altrove ormai, e a noi volge lentamente le spalle,
    io la racconterò in seguito la mia estate... e quella delle persone che con me hanno condiviso momenti importanti, anzi vi invito se passate di qui di lasciare un commento e di darmi idee e suggerimenti su cosa raccontare... vi abbraccio tutti
     
    poi vorrei aprire una rubrica letteraria sul blog... mi piacerebbe se si trovasse il tempo di parlare diquel fantastico mondo nel quale i libri ci introducono... work in progress
     
    e poi sicuramente si aprirà una specie di forum su un argomento che sta a cuore a tutti di cui però ancora non vi svelo niente... lo scoprirete a breve...
    nel frattempo date un'occhiata al mio blog e se avete da dire qualcosa ditela....
     
    p.s. spero che troverò qualcuno che mi spieghi come si inseriscono tutte quelle cose carine nel blog...
    Baci a tutti a prestissimo.....