Alfonso's profileL'universo di Demetrius/...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    December 04

    Le vicessitudini dell'amore... capitoli successivi

    "In ogni favola che si rispetti prima o poi arriva la strega cattiva, il precipitare degli eventi, gli impegni reali, la mela avvelenata, o il credele despota a spezzare la serenità dei protagonisti...ma quasi sempre si risolve con il bacio del principe, che risveglia e salva la sua amata...

    Peccato che nella realtà la seconda parte rimane spesso una favola..."

    A.S.P.

     

    Un'estate fa!

    Un'estate fa
    la storia di noi due,
    era un po' come una favola.
    Ma l'estate va
    e porta via con sé,
    anche il meglio delle favole.
    L'autostrada è la, ma ci dividerà.
    La mia strada della vacanza,
    segnerà la tua lontananza.
    Un'estate fa, non c'eri che tu...
    Ma l'estate somiglia a un gioco,
    è stupenda ma dura poco...poco...poco...

    Torno a casa mia
    e torni pure tu:
    sono cose che succedono.
    Un'estate in più
    che mi regalerà
    un autunno malinconico. L'autostrada è la, ma ci dividerà.
    La mia strada della vacanza, segnerà la tua lontananza.
    Un'estate fa, non c'eri che tu...
    Ma l'estate somiglia a un gioco,
    è stupenda ma dura poco...poco...poco...poco...

    Un'estate fa
    la storia di noi due,
    era un po' come una favola.
    Ma l'estate va
    e porta via con sé,
    anche il meglio delle favole.
    L'autostrada è la, ma ci dividerà.
    La mia strada della vacanza,
    segnerà la tua lontananza.
    Un'estate fa, non c'eri che tu...
    Ma l'estate somiglia a un gioco,
    è stupenda ma dura poco... poco... poco... poco...

    E finisce qui la storia di noi due:
    due ragazzi che si perdono...
    Un'estate fa
    la storia di noi due
    era un po' come una favola.

     

     

     

    Tutto iniziò d’estate...

    L’estate è la più bella stagione del mondo, è la stagione del mare, la stagione calda, dove si è spensierati, in vacanza, la bella stagione, quella delle opportunità, delle serate a ballare, dei pensieri in riva al mare, delle stelle cadenti, viste abbracciati per sfuggire al fresco della sera, la stagione del divertimento e della spensieratezza...

    Ogni ottobre si è in trepidante attesa dell’estate, delle nuove occasioni, dei bei ricordi trascorsi, troppo in fretta, e con altrettanta fretta si ha voglia di riviverli, di leggere i suoi messaggi, nel cielo, perché ogni volta che il cielo è attraversato da una riga bianca pensa a noi... Il lavoro di papà, e la vita quotidiana ci portano lontano dal nostro sogno di mezza estate, troppo dolce e lusinghiero per essere vero....

    L’estate è così, bella e passionale, ma altrettanto ambita ed effimera...

    È la follia di un attimo, il sogno di una notte, è la nostra voglia di vita e di libertà che si ridestano dal letargo invernale, e bramano il raggiungimento della felicità, come bene primario, impareggiabile, per il quale siamo ciechi alle altre necessità, perché per noi solo quello conta, solo quello aneliamo più di ogni altra cosa, daremmo in cambio tutta la vita per quel attimo intramontabile di felicità...

    E noi l’estate l’abbiamo vissuta, fino in fondo.

    Ma l’estate va e porta via con se anche il meglio delle favole...

    La nostra favola narrava dell’amore proibito, sussurrava agli amanti dolci motivi, danzava al ritmo delle tue melodie, viveva il bisogno delle tue manie...

    Era una favola dolce, di quelle che si raccontavano un tempo, a bassa voce, per non disturbare, adagio se ne scandiva il tempo, piano se ne ricordava il lamento, di quel giovamento che la nostra età ebbe nell’esserci incontrati...

    Non più la primavera, ormai passata così leggera, ma l’estate viveva la nostra età, forte, calda e passionale... e niente la poteva arrestare, superava con veemenza gli ostacoli sì sparsi, arginava quelli che dal cuor sgorgavan, e con perizia cullava la nostra pigrizia di un amor che ha tanto amato... chè l’amar...

    Una favola che ne racconta di belle, come quando uscimmo fuori a rimirar le stelle... stelle che ballano nel firmamento, ma di cader aspettano il momento... momento magico venuto in un istante quando di fronte a me ce n’eran tante...

    Ma una come mai nessuna, brillava in fronte a me, che io potei apparir cieco dell’abbaglio di cotanta luminescenza , che era, a parer mio, del piacer la quint’essenza.

    Che dell’amor di uno spettacolo questa favola racconti, anche se forse d’interpretarlo non ne eravam pronti. Ma il dolce sussurro della follia ci inebriò dei suoi perduti aromi, e cademmo come soggiogati nelle spire di un sonno da cui non vorremmo essere stati svegliati... Ma il sole batte forte in questa notte, lassù sopra la mia testa, come un messaggero alato che abbaglia gli occhi stupiti dei mortali, che si piegano indietro per guardarlo varcare le nubi che si gonfiano pigre e alzare le vele nel grembo dell’aria.

    Oh dì ancora qualcosa, angelo splendente, così glorioso in questa notte... non lasciar che il nostro ricordo sfugga come la lepre dal suo cacciatore, ma rincorrilo con occhio vigile del falco che si abbatte sulla preda con maestosa beltà e fine eleganza per sfamare i frutti del suo amore...

    Sii come il mare, l’avvolgente e placido, o spumoso e iroso mare della nostra estate, che infrangendosi contro gli scogli trova sempre la forza di ricominciare... Non lasciamo che uno scoglio infranga i nostri sogni; come può uno scoglio, arginare il mare... Il mare che ci consola, che ci fece da tacito confidente, troppo aperto per non raccontarlo all’infinità degli oceani... ed ora ogni creatura conosce la nostra favola...

    Un'estate fa
    la storia di noi due
    era un po' come una favola.

     

     

    Ogni favola finisce con un lieto fine....

     

     

     

    Noi vogliamo scrivere il nostro?

     

    Mare calmo 

    ...Nel segno di un’estate che vorrei potesse non finire mai...

    October 15

    Le vicessitudini dell'amore... Cap. 2

    “Amore e Orgoglio sono un connubio micidiale, feriscono più di una spada, e ti chiudono in uno scrigno di cui hai perso la chiave.

    Questo mondo è troppo piccolo per tutti e due. La presenza dell’uno cancella l’esistenza dell’altro.”

    A.S.P.

     

    Da me a io...

    Testarda io

     Non so mai perché ti dico sempre sì
    testardo io che ti sento più di così
    e intanto porto i segni dentro me
    per le tue strane follie
    per la mia gelosia.
    La mia solitudine sei tu
    la mia rabbia vera sei sempre tu.
    Ora non mi chiedere perché
    se a testa bassa vado via
    per ripicca senza te.
    Io per orgoglio io ti salverei
    e dei tuoi miti cosa ne farei.
    Intanto porto i segni dentro me
    di un amore che oramai
    vive vuoto dentro me.
    La mia solitudine sei tu
    l'unico mio appiglio sei ancora tu.
    Ora non mi chiedere perché
    se a testa bassa vado via
    per ripicca senza te.
    Ti manderei all'inferno questo sì
    testardo io che ti sento più di così
    e intanto porto i segni dentro me
    per le tue aridità
    per le mia fatalità la mia solitudine sei tu
    la mia rabbia vera sei sempre tu.
    Ora non mi chiedere perché
    se a testa bassa vado via
    per ripicca senza te.

                          
     

     

    Per l’ennesima volta hai ferito i miei sentimenti, di nuovo hai accresciuto il mio dolore, proprio adesso che avevo più di ogni altra cosa bisogno di te. Mi hai lasciato, solo, nell’indifferenza che lentamente mi consuma, logorando il mio cuore già provato da un’immensa perdita. Non badi a me, non mi ascolti... Io per te sono solo un divertimento. Con me hai sempre voluto giocare...

    Non so mai perché ti dico sempre si, testarda io che ti sento più di così, e intanto porto i segni dentro me, per le tue strane follie, per la mia gelosia. La mia solitudine sei tu, la mia rabbia vera sei sempre tu, ora non mi chiedere perché se a testa bassa vado via per ripicca senza te...

    Più e più volte ho perdonato le tue mancanze, mosso dall’ingenua consapevolezza che potessi cambiare veramente, che l’amore che dicevi di provare ti potesse dare la forza di essere migliore, giusto. Il mio amore bastava per tutti e due, ma col tempo si è affievolito, scemando lentamente come le dolci colline della nostra terra.

    L’amore, quel dolce sentimento, capace di cambiare il corso della storia, te ne ho dato tanto, tutto, troppo... Ho consumato le mie energie per te, incessantemente non ho mai smesso di amarti e non mi fermerò ora.

    Tu sei il mio sentimento, le mie emozioni: gioia, rabbia, spensieratezza, gelosia... Tu mi adagi su una soffice nuvola, delicato e sublime come un angelo, ma subito dopo mi precipiti violentemente al suolo, non curante e beffardo come un diavolo.

    Io che sono trasparente non posso scorgere la tua immagine oltre il muro che mi erigi davanti, rendendoti impenetrabile ai miei sguardi.

    Io non ti conosco, non so più chi sei, o forse non l’ho mai saputo aggrappandomi strenuamente a quell’idea che ho di te, così perfetta... E che ancora conservo, che per caparbietà non voglio dimenticare, sperando disperatamente che un giorno ritorni, diventi realtà... la mia realtà!

    Per orgoglio forse, tengo a te, perché sono stato io a sceglierti e no tu che hai scelto me! In fondo, credo che, ho fatto tutto da solo. Da solo ho costruito la mia splendida favola e da solo ho aperto gli occhi per vedere la cruda realtà.

    September 18

    Le vicessitudini dell'amore... Cap.1

    “Le storie d’amore sono complicate ma standardizzate su processi che possono essere definiti attraverso delle funzioni standard di variabili, sì indipendenti (altrimenti ogni storia sarebbe uguale all’altra), ma i meccanismi con i quali funzionano sono gli stessi; l’amore per quanto assurdo può sembrare può essere racchiuso in un dominio di funzione, molto complesso e articolato, ma non per questo non può essere sottoposto ad analisi...”

     A.S.P.

    Noi non ci facciamo compagnia!

    Come ami tu...Non si ama mai
    Non lasci niente al caso tu...
    Sorridi poi ti butti giu’
    E' strano come ami tu
    Lo fai di piu’ di piu’ di me
    E me lo sento addosso...
    E io a rincorrerti...A dirti che …
    Ti amo come mi ami tu
    Ma tu di piu’ ...ma tu di piu’
    io qui in ombra e senza cielo
    Come un fiore in un cortile
    Ma tu di piu’ ...Ma tu di piu’
    Sempre piu’ forte e solo tu
    Non ci facciamo compagnia
    Noi non ci facciamo compagnia
    Bruci vita e fai volare il tempo
    io ti vengo dietro ma in affanno
    Stanco di doverti e di spiegarti
    Che un amore vero sa’ tacere!!!
    Noi non abbiam piu’ la stessa ora...
    Tu dormi e io passeggio in un cortile
    Come ami tu...non si ama mai
    Solo una volta in una vita
    Te ne convinci sempre piu’
    Vorrei spiegarti invece che
    Vorrei da te serenita’...La parola amore
    No... Non basta piu’ ...non e’ piu’ qui
    E' quindi un vivere a meta’
    Ma tu di piu’ ...Ma tu di piu’
    Sempre piu’ forte e solo tu
    Non ci facciamo compagnia
    Noi non ci facciamo compagnia
    Bruci vita e fai volare il tempo
    io ti vengo dietro ma in affanno
    Stanco di doverti e di spiegarti
    Che un amore vero sa’ tacere!!!
    Noi non abbiam piu’ la stessa ora...
    Tu dormi e io passeggio in un cortile

     

     

    Arriva in tutte le storie d’amore il momento di stasi... quello nel quale le due persone si sentono un po’ distaccate, che aspettano con ansia, la svolta, ma pigre non mutano la situazione stagnante, per negligenza o perché a un certo punto la storia d’amore diventa scontata... naturale il fatto che ci sia, lì pronta a soddisfare le tue esigenze solo quando se ne sente realmente bisogno.

    E si attende, cosa non si sa di preciso, ma nel frattempo non ci facciamo compagnia... come due persone che hanno orari diversi, si cerca di venirsi incontro, ma inutilmente- sì, momenti del genere ce ne sono in tutte le storie, ma poi quando ci rivedremo sarà diverso- ognuno di noi lo pensa, maturando l’idea di come sarà bello quando insieme si passeggerà mano nella mano per le vie del Corso; sì di nuovo insieme. Ma la realtà è diversa, si sente dentro un senso d’inquietudine, le tue stabilità oscillano pericolosamente, con l’impressione di precipitare da un momento all’altro, ci si sente soli, con l’altra persona distante, e per quanti sforzi cerco di fare (pochi in realtà, anche se la nostra convinzione ci dice il contrario) la sua mano non riesco ad afferrarla... mi scivola in continuazione, forse perché io stesso non mi spingo troppo in là.

    Allora ci si guarda allo specchio, cercando di capire cosa mi blocca, ma una patina grigia riveste il tutto, e un’immagine sfuocata appare ai miei occhi... Occhi che non hanno il coraggio di guardare oltre un semplice strato di polvere, e si accontentano di leggere la propria immagine sullo sguardo degli altri, persone che ti stanno intorno ma, per com’è prevedibile, non ti comprendono pienamente, non hanno la capacità di leggere l’alfabeto con cui sei scritto, e commentano per come possono il tuo stato di non-presenza alla tua vita, che inesorabile scorre, avida di bruciare quei momenti unici che sai non si ripeteranno mai, perché ogni istante è prezioso come le lacrime di una madre che partorisce il frutto del suo amore... per la vita.

    È quindi un vivere a metà... cercando di dare il massimo di quello che hai, ma lo vedi sempre insufficiente, inadeguato, non ripagato, non chiedi niente, è vero, ma vorresti che i tuoi sforzi fossero considerati... Io ti vengo dietro ma in affanno... noi non abbiamo più la stessa ora...

    Cerco di essere all’altezza delle tue esigenze, ma sbaglio di continuo, perché mi sento inferiore alla tua capacità di amare, io non riesco ad amarti come mi ami tu... io vorrei amarti come ami tu... Ma tu di più...

    Come un fiore in un cortile, sto aspettando che il sole sopraggiunga a illuminare questo momento un po’ buio e malinconico... un fiore nel cortile può essere il gioiello più prezioso sul vasto tappeto di velluto blu... ma tanta bellezza, devastata da un mare di solitudine tutto intorno... sarebbe come la più grande opera sinfonica ascoltata da un sordo... troppo bello perché sia colto da una rozza mano incurante della straordinaria e unica possibilità che la vita gli offre... in fondo oggigiorno le perle sono date ai porci!

    Forse un difetto essenziale per la nostra epoca è il non considerare col giusto peso le cose che abbiamo e ci succedono, i meravigliosi doni che la vita, GRATUITAMENTE ci offre... ma noi siamo più impegnati a roderci il fegato per le stupidaggini di cui ci circondiamo, a volte gli altri diventano più importante di te stesso... come un’ombra senza cielo...

     

    ...Ma in onesta dobbiamo porci una domanda...

    Abbiamo il coraggio di ammettere di cosa abbiamo realmente bisogno?

    Ho la forza di accettare quello che il mio cuore mi suggerisce?

    Sono sincero quando ti parlo?

    NO!!!!!!

    Questa è la semplicissima verità, la tanto decantata verità che fa male, lo sai... La sincerità che ci manca è alla base della crisi di tutti i nostri rapporti interpersonali... Perché abbiamo paura a chiedere -e ma quando le senti certe cose, dovrebbero venire spontanee- ci vergogniamo forse di cosa dovrebbe pensare l’altra persona, di come potrebbe reagire, abbiamo davvero paura della persona che diciamo tanto di amare... Ma è la stessa persona che ci stringe forte a se nei momenti più difficili, che ci consola quando i nostri problemi ci attanagliano, la persona che apre uno spiraglio di luce nella nostra oscurità, la persona alla quale abbiamo deciso-donato di aprire il nostro cuore... la persona che è diventata parte di noi stessi, con la quale abbiamo suggellato un patto segreto e inviolabile di reciprocità...

    Come ami tu non si ama mai,

    solo una volta in una vita te ne convinci sempre più,

    vorrei spiegarti invece che vorrei da te... serenità,

    la parola “amore” no, non basta più, non è più qui...

    Ed è proprio in questi momenti confusi, instabili, nei quali metti in discussione tutti i valori sui quali hai costruito il tuo castello... sei frastornato, abbattuto e schivo, rincorri senza arrivare alla meta... ed è proprio allora che vorresti fermarti, e lasciare andare il mondo per la sua strada, inadeguato a tutto quello che stai vivendo, ti senti svuotato, e senza punti fissi, perché la dove proprio sai che puoi approdare ad un porto tranquillo, non è più qui...

    E riparti per mare, con le poche forze che ti sono rimaste, ma davanti a te solo tempesta... implacabile, e ingovernabile, come se il giudizio di Dio si scagliasse contro di te, non vedi via di fuga, ti disarma, sei messo con le spalle al muro, senza più vele da ammainare, senza più remi per combattere la corrente che ti trascina via, sopraffatto dalle onde, lentamente ti inabissi tra i flutti ma, ancora lotti contro questa forza più grande di te che ti porta giù, rimani cosciente con gli occhi aperti, e lentamente l’acqua che ti sovrasta aumenta, schiacciandoti con il suo peso... è la fine! Ma proprio in quel momento percepisci con tutti i tuoi sensi, e si manifesta ai tuoi occhi la meta tanto agognata, lassù sul limitare del mare, la luce che filtra attraverso la parete cristallina... e quel calore che stavi cercando, quell’inebriante senso di pace... la tua serenità!!!

    Io ti vengo dietro ma in affanno, stanco di volerti e di spiegarti...

    Che un amore vero sa tacere, noi non abbiamo più la stessa ora, tu dormi ed io passeggio in un cortile...