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    October 15

    Le vicessitudini dell'amore... Cap. 2

    “Amore e Orgoglio sono un connubio micidiale, feriscono più di una spada, e ti chiudono in uno scrigno di cui hai perso la chiave.

    Questo mondo è troppo piccolo per tutti e due. La presenza dell’uno cancella l’esistenza dell’altro.”

    A.S.P.

     

    Da me a io...

    Testarda io

     Non so mai perché ti dico sempre sì
    testardo io che ti sento più di così
    e intanto porto i segni dentro me
    per le tue strane follie
    per la mia gelosia.
    La mia solitudine sei tu
    la mia rabbia vera sei sempre tu.
    Ora non mi chiedere perché
    se a testa bassa vado via
    per ripicca senza te.
    Io per orgoglio io ti salverei
    e dei tuoi miti cosa ne farei.
    Intanto porto i segni dentro me
    di un amore che oramai
    vive vuoto dentro me.
    La mia solitudine sei tu
    l'unico mio appiglio sei ancora tu.
    Ora non mi chiedere perché
    se a testa bassa vado via
    per ripicca senza te.
    Ti manderei all'inferno questo sì
    testardo io che ti sento più di così
    e intanto porto i segni dentro me
    per le tue aridità
    per le mia fatalità la mia solitudine sei tu
    la mia rabbia vera sei sempre tu.
    Ora non mi chiedere perché
    se a testa bassa vado via
    per ripicca senza te.

                          
     

     

    Per l’ennesima volta hai ferito i miei sentimenti, di nuovo hai accresciuto il mio dolore, proprio adesso che avevo più di ogni altra cosa bisogno di te. Mi hai lasciato, solo, nell’indifferenza che lentamente mi consuma, logorando il mio cuore già provato da un’immensa perdita. Non badi a me, non mi ascolti... Io per te sono solo un divertimento. Con me hai sempre voluto giocare...

    Non so mai perché ti dico sempre si, testarda io che ti sento più di così, e intanto porto i segni dentro me, per le tue strane follie, per la mia gelosia. La mia solitudine sei tu, la mia rabbia vera sei sempre tu, ora non mi chiedere perché se a testa bassa vado via per ripicca senza te...

    Più e più volte ho perdonato le tue mancanze, mosso dall’ingenua consapevolezza che potessi cambiare veramente, che l’amore che dicevi di provare ti potesse dare la forza di essere migliore, giusto. Il mio amore bastava per tutti e due, ma col tempo si è affievolito, scemando lentamente come le dolci colline della nostra terra.

    L’amore, quel dolce sentimento, capace di cambiare il corso della storia, te ne ho dato tanto, tutto, troppo... Ho consumato le mie energie per te, incessantemente non ho mai smesso di amarti e non mi fermerò ora.

    Tu sei il mio sentimento, le mie emozioni: gioia, rabbia, spensieratezza, gelosia... Tu mi adagi su una soffice nuvola, delicato e sublime come un angelo, ma subito dopo mi precipiti violentemente al suolo, non curante e beffardo come un diavolo.

    Io che sono trasparente non posso scorgere la tua immagine oltre il muro che mi erigi davanti, rendendoti impenetrabile ai miei sguardi.

    Io non ti conosco, non so più chi sei, o forse non l’ho mai saputo aggrappandomi strenuamente a quell’idea che ho di te, così perfetta... E che ancora conservo, che per caparbietà non voglio dimenticare, sperando disperatamente che un giorno ritorni, diventi realtà... la mia realtà!

    Per orgoglio forse, tengo a te, perché sono stato io a sceglierti e no tu che hai scelto me! In fondo, credo che, ho fatto tutto da solo. Da solo ho costruito la mia splendida favola e da solo ho aperto gli occhi per vedere la cruda realtà.